5. Le strade e l’incrocio fra via Emilia e cardine massimo

5. Le strade e l’incrocio fra via Emilia e cardine massimo

 

Area urbana

Le vie principali della città, oltre alla via Aemilia che coincideva con il decumano massimo, formavano un reticolo regolare e composito, con alcune differenze dovute all’evoluzione dell’impianto urbano nel corso del tempo.

Furono tracciate a partire dal decumano massimo, quindi parallele e perpendicolari alla via Emilia; inoltre, erano armoniche rispetto agli assi della centuriazione (orientata circa 21 gradi a nord-est), che divideva ordinatamente il territorio pianeggiante amministrato da Claterna grazie ad un reticolo di strade e canali organizzato in maglie quadrate di circa 710 m di lato. In questo modo, il centro urbano era perfettamente integrato nel territorio e direttamente collegato alla campagna, svolgendo il ruolo di centro di servizi per l’ampio comprensorio circostante.

Fra le strade attualmente note alcune, poste nel quartiere sud-orientale più vicino al torrente Quaderna, avevano invece un orientamento detto ‘astronomico’, cioè esattamente nord–sud, in genere preferito nelle epoche più antiche; secondo alcuni studiosi questo tipo di allineamento sarebbe indicativo di una maggiore antichità di questa porzione della città.

Le ricerche di superficie compiute tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento su tutta la città e parte del suburbio, assieme alle fotografie aeree, hanno permesso di individuare orientamento ed estensione dei principali assi stradali; alcuni saggi archeologici mirati, poi, ne hanno portato alla luce ampie porzioni, chiarendone le caratteristiche costruttive. Le massicciate erano formate mediante il riporto di ghiaie di piccole e medie dimensioni, mentre le superfici di transito erano pavimentate con ciottoli di dimensioni medio-grandi, ben connessi tra loro.

Come si può notare, a differenza di altre città a Claterna non furono utilizzate le ‘basole trachitiche’, i grossi elementi di forma poligonale irregolare, in pietra calcarea oppure vulcanica, che venivano estratti e lavorati appositamente per la pavimentazione stradale. In alcuni punti della rete stradale urbana si utilizzarono, tuttavia, accorgimenti paragonabili; ad esempio, all’incrocio tra il cardine e il decumano massimo, ad ovest del foro, fu adottata una pavimentazione più robusta ed elegante, utilizzando scaglie e ciottoli più grandi del solito e messi in opera in maniera particolarmente accurata.

In questo incrocio centrale erano evidenti numerose ‘orme carraie’, solchi lasciati dall’intenso passaggio dei carri; la loro direzione sembra attestare anche a Claterna una pratica già documentata archeologicamente in altre città romane: nel centro cittadino, corrispondente con l’area forense, il traffico veicolare era vietato. Una norma molto attuale e che dimostra come anche duemila anni fa il problema del traffico e della sua gestione era una costante della vita quotidiana.

 

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